Le sfide del  settore retail: superare le  distanze e le barriere normative

Le sfide del settore retail: superare le distanze e le barriere normative

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Oggi le catene retail sono una realtà in continua crescita nonché espressione di strategie di internazionalizzazione aziendale. Infatti, una volta esaurita l’apertura di punti vendita in Italia, un’azienda inizia a guardare anche all’opzione di aperture all’estero,  con tutte le difficoltà di gestione delle risorse umane (eventuali distaccamenti), di controlli a distanza delle attività (cassa magazzino etc. ) ed anche di rispetto delle norme di gestione ambientale e di salute e sicurezza sul lavoro locale. L’apertura di un punto vendita all’estero richiede sempre il rispetto di regole di salute e sicurezza sul lavoro a tutela del personale e di chi frequenta il punto vendita stesso secondo la normativa locale.

 

Allo stesso modo le catene di retail di brand stranieri, di qualsiasi settore merceologico, qualora aprano nel nostro Paese, devono considerare gli obblighi previsti dalle norme italiane per la tutela dei lavoratori italiani e i doveri di vigilanza nei loro confronti da parte della direzione.

 

Ciò che spinge ad approfondire tali aspetti sono sempre, in un primo momento, il rischio di conseguenze negative quali sanzioni e contestazioni di reato in caso di infortunio o sopralluogo da parte di enti di vigilanza.

 

Sappiamo tuttavia che i costi dovuti alla mancata sicurezza sono più alti in rapporto allo sforzo economico richiesto da una buona attività di prevenzione, pertanto per tali scelte non sempre è ravvisabile basarsi solo su requisiti obbligatori; ma è consigliato valutare e implementare azioni ulteriori preventive.

Infatti, un intervento per migliorare la situazione di sicurezza e la gestione ambientale apporta vantaggi a livello di:

  • una maggiore consapevolezza dell’azienda sui mercati attuali e maggiori competenze in caso di apertura a nuovi mercati;
  • un maggiore controllo e coordinamento con il personale;
  • la riduzione del rischio di infortuni /malattie, con minore esposizione a perdite economiche;
  • una accresciuta sicurezza dei vertici aziendali in relazione ai proprio obblighi legislativi.

 

Un ideale piano di implementazione richiede alcuni passaggi, oltre alle verifiche periodiche a valle:

  • analisi dei requisiti legislativi locali, meglio se in confronto con quelli italiani per armonizzare i contenuti delle norme italiane (già note) ai contenuti specifici del Paese, in modo da capirne le differenze ed avere un traccia dell’attuale conformità e degli scostamenti cui sopperire;
  • programmazione di informazione e formazione del personale, in base alle qualifiche e alle figure professionali da includere negli organigrammi;
  • l’adeguamento dei luoghi agli aspetti tecnici previsti dalle norme locali, in base agli scostamenti normativi;
  • l’elaborazione di documenti obbligatori – il rispettivo dell’italiano Documento di Valutazione dei Rischi).

 

A valle di una prima implementazione è raccomandabile e necessario attivare un programma di sopralluoghi da fare nei luoghi di lavoro, parte di un processo di monitoraggio e riesame per ritarare il processo e migliorarlo. I sopralluoghi si svolgono in maniera congiunta, assieme all’RSPP del cliente ed al tecnico di prevenzione locale, nei punti vendita, al fine di istituire un processo di reportistica periodica e relazionare in forma scritta alla direzione sui passi avanti fatti, assolvendo così anche all’obbligo di vigilanza.

 

Nell’esecuzione di queste attività un buon supporto deve avvenire tramite tecnici direttamente presenti nei peasi di interesse, con i quali avviare una cooperazione. Per tutte queste attività IC&Partners ha scelto di fare affidamento a Vistra srl per fornire un valido supporto.