{"id":13652,"date":"2020-09-25T08:38:11","date_gmt":"2020-09-25T06:38:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.icpartners.it\/?p=13652"},"modified":"2020-09-25T08:38:12","modified_gmt":"2020-09-25T06:38:12","slug":"a-colazione-con-lucio-m-brunozzi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.icpartners.it\/en\/a-colazione-con-lucio-m-brunozzi\/","title":{"rendered":"A Colazione con&#8230;. Lucio M. Brunozzi"},"content":{"rendered":"<p><strong><em><u>La Cina ha abbandonato \u00a0il \u00a0ricorso alla WTO per lo status MES (Paese ad economia di mercato<\/u><\/em><u>)<\/u>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u201911 dicembre 2001, dopo un\u2019attesa di 15 anni, \u00a0la RPC fu ammessa come Membro alla WTO- World Trade Organization \u00a0con il limitato<em> status<\/em> di paese <em>NMES<\/em> (<em>Non Market Economy<\/em>). Il corposo Protocollo di adesione prevedeva un periodo di sperimentazione di 15 anni, scaduto il quale al Paese \u00a0si sarebbe potuto riconoscere \u00a0lo <em>status<\/em> <em>MES<\/em> ( <em>Market Economy Status<\/em>), con la conseguente caduta dei dazi sui prodotti cinesi.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel tempo \u00e8 apparso evidente, sia nell\u2019UE che negli USA, che per l\u2019ammissione non furono adeguatamente considerate la peculiari caratteristiche dell\u2019economia cinese. Il Ministro Tremonti fu all\u2019epoca l\u2019unico politico occidentale a mettere in guardia sui pericoli derivanti dall\u2019ammissione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;Il Consiglio UE per poter disporre di regole che ponessero le imprese europee al riparo del <em>dumping<\/em> cinese eman\u00f2 nel novembre 2009 il Regolamento 1225\/2009, con il quale venivano fissati cinque criteri indispensabili per verificare l\u2019osservanza dei parametri di economia di mercato. Veniva introdotta anche&nbsp; una nuova metodologia per calcolare i margini di <em>dumping<\/em> delle importazioni da Paesi terzi&nbsp; in presenza di modelli economici guidati dallo Stato (Cina) . L\u2019UE \u00e8 stato il primo partner commerciale negli ultimi 12 anni.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Allo scadere dei 15 anni il Parlamento Europeo nel maggio 2016, giudicando che fosse stato rispettato solo uno dei parametri necessari (assenza di interventi statali nelle privatizzazioni), rinviava le relative procedure e negava&nbsp; il riconoscimento&nbsp; <em>MES<\/em>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><strong>Il Governo cinese ritenendo, in base all\u2019interpretazione dell\u2019art. 15 del Protocollo di adesione,&nbsp; che &nbsp;lo status <em>MES<\/em> dovesse essere automatico alla scadenza del quindicennio&nbsp; e adducendo al riguardo il riconoscimento gi\u00e0 ottenuto da un gran numero di Paesi (130 al 2013) , contestava&nbsp; come unilaterale la fissazione dei cinque criteri UE, in quanto&nbsp; non rispondenti&nbsp; alle <em>caratteristiche cinesi<\/em> dello sviluppo dell\u2019 economia.&nbsp; Avviava quindi la relativa controversia&nbsp; davanti alla WTO, accusando i membri dell\u2019Organizzazione di protezionismo e di non rispettare gli impegni internazionali assunti nel Protocollo .<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>In ambito WTO la risoluzione delle controversie tra i Paesi membri si articola in un meccanismo complesso: \u00e8 demandata al <em>Dispute Settlement Body<\/em> (DSB), organo collegiale composto dai &nbsp;rappresentanti di ciascun Stato Membro,&nbsp; che dispone la costituzione di un apposito <em>Panel<\/em> di giudici, il cui&nbsp; Rapporto finale \u00e8 adottato dal Consiglio Generale <\/strong><strong>quale organo di risoluzione della controversia. E\u2019 consentito allo Stato&nbsp; soccombente ricorrere <em><u>all\u2019Appellate Body<\/u><\/em>, organo permanente a tanto deputato.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Vige il principio un Paese un voto. Ogni membro dispone nell\u2019ambito del DSB del potere di veto quando si tratta di nominare o confermare un componente dell\u2019<em>Appelate Body.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le preoccupazioni per la gestione&nbsp; WTO , iniziate sotto la presidenza di George W.Bush,&nbsp; riemerse con Barack Obama , sono state stressate &nbsp;soprattutto con l\u2019amministrazione Trump<\/strong>.&nbsp; <strong>Il Presidente Trump e il Rappresentante commerciale presso la WTO, Robert Lighthizer, &nbsp;hanno sempre sostenuto che l&#8217;Organismo limita la capacit\u00e0 di Washington di contrastare le pratiche commerciali sleali da parte della Cina e di altri paesi.<\/strong><strong> Sulla stessa linea di Trump il Presidente Conte il 31 gennaio scorso, nel suo intervento per il centenario della Confagricoltura, &nbsp;confermava che \u00e8 impensabile avere all\u2019interno della WTO un paese quale &nbsp;\u00e8 oggi la Cina , che \u00e8 entrato come paese emergente&nbsp; e continua ad avere lo stesso <em>status<\/em> di emergente.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le contestazioni statunitensi<\/strong><strong> <\/strong><strong>si sono tradotte nel reiterato mancato consenso alle nuove nomine e alle riconferme <em>dell\u2019Appellate Body<\/em>, operando,&nbsp; in particolare dal 2016, un costante ostruzionismo che ha portato progressivamente alla paralisi e al <u>congelamento<\/u> dell\u2019Organo di appello, perch\u00e8 dal dicembre 2019 &nbsp;a causa dei mancati rinnovi \u00e8 rimasto in carica un solo componente anzich\u00e9 il minimo di tre.<\/strong><strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Indubbiamente la perdita della capacit\u00e0 di giudicare nelle controversie commerciali (oltre 350 dal 1995, appellate per il 68%) mette in forse il futuro stesso del\u2019Organizzazione.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Inopinatamente, dopo quattro anni la c<\/strong><strong>ontroversia introdotta &nbsp;&nbsp;dal Governo cinese per lo <em>status MES<\/em> &nbsp;\u00e8 cessata senza pronunciamenti ufficiali,&nbsp;&nbsp; perch\u00e9 il Governo&nbsp; stesso, prima della decisione&nbsp; ufficiale,&nbsp; a sorpresa&nbsp; si \u00e8&nbsp; ritirato&nbsp; lasciando scadere il 15 giugno scorso &nbsp;i termini procedurali del ricorso alla WTO e <u>ha cos\u00ec di fatto rinunciato &nbsp;all\u2019azione per il &nbsp;riconoscimento di&nbsp; \u201cpaese ad economia di mercato\u201d.<\/u><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Le ragioni&nbsp; di tale decisione &nbsp;&nbsp;possono &nbsp;&nbsp;essere pi\u00f9 di una.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Pechino era gi\u00e0 a conoscenza&nbsp; (v. agenzia di stampa Bloomberg) o comunque consapevole di andare&nbsp; incontro ad una pronuncia&nbsp; completamente sfavorevole della WTO , quindi umiliante per il Paese,&nbsp; per cui memore del passato&nbsp; non volesse subirne lo smacco all\u2019interno e fronteggiare motivazioni negative di fronte all\u2019opinione pubblica mondiale, specie in un periodo in cui&nbsp; il Governo,&nbsp; e Xi in prima -persona, deve gi\u00e0 affrontarne la percezione ostile sull\u2019origine della pandemia da Covid-19.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; Il mancato, o quanto meno il ritardato,&nbsp; conseguimento degli obbiettivi, pur&nbsp; simbolici,&nbsp; della \u201cmoderata\u201d&nbsp; prosperit\u00e0 programmata entro il 2021 e del promesso raddoppio del PIL pro capite rispetto ai numeri del 2010: infatti,&nbsp; secondo la Banca Mondiale mentre il PIL&nbsp; del Paese sarebbe oggi pari al 19% circa del prodotto mondiale (cio\u00e8 su totali 80mila miliardi di dollari sec. stime 2017) ,&nbsp; la Cina sotto il profilo del PIL pro-capite \u00e8 ancora un Paese relativamente povero, al 71mo posto nel ranking della Banca Mondiale, con poco pi\u00f9 del ctv. di 8.800 dollari contro i 60mila degli Stati Uniti.&nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; La consapevolezza della profonda crisi della WTO e la prospettiva di poter decisamente intervenire a proprio vantaggio in una&nbsp; riforma della stessa, dimostratasi ormai inevitabile, superando cos\u00ec la questione <em>MES<\/em>.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; La Cina divenuta, rispetto al 2001, una delle due superpotenze mondiali, con &nbsp;il multilateralismo&nbsp; in crisi&nbsp; &nbsp;pu\u00f2 puntare molto di pi\u00f9 su accordi regionali, ad es. con l\u2019ASEAN divenuta il primo partner commerciale scalzando UE e USA , o bilaterali (Giappone, Corea).<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; L\u2019accentuarsi di problemi interni, come quello demografico , l\u2019aumento dei prezzi al consumo e del tasso di disoccupazione e da ultimo&nbsp; il rapporto di Pechino con Hong Kong e Taiwan.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>&#8211; La RPC \u00e8 ora in grado di subire meno le ricadute negative di misure <em>antidumping<\/em>, specie in ragione dell\u2019attuale maggior orientamento ai consumi interni piuttosto che all\u2019export, \u00a0come di recente ufficialmente reso pubblico dal Governo con il\u00a0 nuovo modello di\u00a0 sviluppo economico\u00a0 duale della <em>DCS Dual Strategy Circulation,<\/em> che in definitiva si dovrebbe tradurre nel rendere il Paese meno dipendente dall\u2019estero e sul quale\u00a0 si potr\u00e0 esprimere una pi\u00f9 compiuta valutazione\u00a0 quando il prossimo marzo verr\u00e0 presentato il nuovo\u00a0 (XIV\u00b0 ) Piano quinquennale 2021-2025.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Fonte: a cura di Lucio M. Brunozzi, gi\u00e0 Vice Presidente ICC Italia &#8211; Camera di Commercio Internazionale<\/em><\/strong>, news@icpartners.it<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Cina ha abbandonato \u00a0il \u00a0ricorso alla WTO per lo status MES (Paese ad economia di mercato). 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