{"id":17868,"date":"2023-04-18T14:09:03","date_gmt":"2023-04-18T12:09:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.icpartners.it\/?p=17868"},"modified":"2023-04-18T14:52:45","modified_gmt":"2023-04-18T12:52:45","slug":"leconomia-mondiale-cresce-ma-restano-alcune-incognite","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.icpartners.it\/en\/leconomia-mondiale-cresce-ma-restano-alcune-incognite\/","title":{"rendered":"L\u2019economia mondiale cresce ma restano alcune incognite"},"content":{"rendered":"<p>Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI) la crescita del PIL a livello mondiale sar\u00e0 del 2,8% nel 2023 e del 3,0% nel 2024 (dati a prezzi costanti). Queste previsioni pubblicate l\u2019<a href=\"https:\/\/www.imf.org\/en\/Publications\/WEO\/Issues\/2023\/04\/11\/world-economic-outlook-april-2023\">11 aprile<\/a> sono sostanzialmente in linea con quelle di <a href=\"https:\/\/www.imf.org\/en\/Publications\/WEO\/Issues\/2023\/01\/31\/world-economic-outlook-update-january-2023\">gennaio<\/a> ma ovviamente il dato mondiale nasconde <em>performance<\/em> pi\u00f9 brillanti, come nel caso delle economie emergenti soprattutto asiatiche, e meno brillanti, come nel caso dei paesi sviluppati (il 2023 potrebbe chiudersi in negativo per Regno Unito e Germania come evidenziato nella figura sotto).<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ibb.co\/Pz2HtGx\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/DgB2Lf4\/IMMAGINE-ART1.png\" alt=\"IMMAGINE-ART1\" width=\"592\" height=\"417\" \/><\/a><\/p>\n<p>A livello globale l\u2019FMI registra <strong>una graduale ripresa<\/strong> dopo la pandemia grazie alla riapertura dell\u2019economia cinese e all\u2019attenuazione dei problemi di trasporto riscontrati nell\u2019ambito delle catene internazionali del valore. Inoltre, l\u2019aumento dei tassi di interesse da parte della maggior parte delle banche centrali ha iniziato a dare i suoi frutti riducendo l\u2019inflazione che avevano raggiunto tassi a doppia cifra in molti paesi.<\/p>\n<p>Nonostante queste notizie positive, le previsioni rimangono tuttavia modeste. Oltre all\u2019incertezza sul futuro del conflitto in Ucraina e sulla crescente frammentazione geoeconomica dovuta <em>in primis<\/em> dagli attriti tra Stati Uniti e Cina, proprio la politica monetaria restrittiva, con il recente aumento repentino dei tassi di interesse (figura sotto), ha avuto qualche effetto collaterale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/ibb.co\/sJJVDq8\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ibb.co\/Pzz6bgq\/IMMAGINE-ART2.png\" alt=\"IMMAGINE-ART2\" width=\"556\" height=\"371\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 vero che l&#8217;inflazione complessiva \u00e8 diminuita; per esempio nell\u2019area euro, il tasso di inflazione annuale \u00e8 passato dal 10,6% dell\u2019ottobre 2022 all\u20198,5% del febbraio 2023. Tuttavia l&#8217;inflazione <em>core<\/em>, che esclude energia e cibo, sempre secondo l\u2019FMI, non ha ancora raggiunto il picco in molti paesi. Ci\u00f2 significa che difficilmente i tassi di interesse potranno scendere nel breve periodo.<\/p>\n<p>La crescita dei tassi di interesse ha conseguenze soprattutto sulla sostenibilit\u00e0 del debito pubblico e sui prezzi del mercato immobiliare. La <strong>sostenibilit\u00e0 del debito pubblico<\/strong> si valuta innanzitutto rapportandolo al PIL e quest\u2019ultimo, essendo rimbalzato dopo il 2020, l\u2019<em>annus horribilis<\/em> dei <em>lockdown<\/em> da Covid, ha fatto migliorare i rapporti debito\/PIL nella maggior parte dei paesi. Tuttavia il valore assoluto del debito \u00e8 cresciuto e con questo anche la spesa per interessi, limitando la capacit\u00e0 dei paesi di investire per garantire la competitivit\u00e0 futura e mettendo a rischio default paesi meno sviluppati quali per esempio Sri Lanka, Malawi e Tunisia (vedere in proposito l\u2019<a href=\"https:\/\/debtjustice.org.uk\/press-release\/lower-income-country-debt-payments-set-to-hit-highest-level-in-25-years\">analisi di Debt Justice<\/a>).<\/p>\n<p>Con l\u2019aumento dei tassi di interesse sale anche il <strong>costo dei nuovi mutui<\/strong> e di quelli in essere a tasso variabile. Se gi\u00e0 l\u2019inflazione ha \u2018rosicchiato\u2019 la crescita reale dei prezzi del settore immobiliare, un calo della domanda dei mutui potrebbe deprimerli ulteriormente. Secondo l\u2019FMI i paesi pi\u00f9 a rischio sono Canada, Australia e paesi scandinavi mentre l\u2019Italia \u00e8 tra quelli classificati a rischio ridotto.<\/p>\n<p>Gli improvvisi fallimenti di Silicon Valley Bank e di Signature Bank negli Stati Uniti e la perdita di fiducia del mercato in Credit Suisse hanno ricordato come la politica monetaria pu\u00f2 avere effetti sul sistema bancario. Tuttavia l\u2019FMI \u00e8 cautamente ottimista rispetto ad un effetto contagio come quello verificatosi durante la crisi finanziaria globale. Rispetto al 2008, infatti, le banche sono in generale pi\u00f9 capitalizzate e con investimenti pi\u00f9 liquidi.<\/p>\n<p>Fonte: Elaborazioni a cura di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/stefanoriela\">Stefano Riela<\/a>, lecturer presso Universit\u00e0 Bocconi e ISPI, news@icpartners.it<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI) la crescita del PIL a livello mondiale sar\u00e0 del 2,8% nel 2023 e del 3,0% nel 2024 (dati a prezzi costanti). 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