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Cina: prospettive riapertura confini – IC&Partners
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Cina: prospettive riapertura confini

E’ ancora molto complicato viaggiare dall’Italia alla Cina per lavoro e affari (il governo cinese attualmente non rilascia nuovi visti di tipo turistico).
Per i visti business (M) e lavoro (Z) occorre presentare una PU Invitation Letter emessa da un ente cinese autorizzato (questa PU Invitation Letter  non è richiesta per chi ha completato il ciclo di vaccinazione con uno dei vaccini prodotti dalle case farmaceutiche cinesi almeno 14 giorni prima del viaggio).
Attualmente c’è la possibilità di arrivare in Cina facendo transito in un Paese terzo perché (a seguito della chiusura dell’aeroporto di Nanchino e del volo NEOS che collegava Milano a Nanchino) in questo periodo non ci sono collegamenti diretti tra i due Paesi.
Per l’imbarco è necessario anche essere muniti del codice QR verde HDC rilasciato dall’Ambasciata o dal Consolato cinese di competenza. Per ottenerlo bisogna inviare l’esito negativo del test dell’acido nucleico e del test sierologico degli anticorpi effettuati 48 ore prima della partenza (questi test devono essere ripetuti nel Paese dove si fa scalo ed occorre richiedere nuovamente il codice verde all’Ambasciata o al Consolato di quel Paese).
Arrivati in Cina, occorre effettuare un periodo di quarantena di almeno 14 giorni in una struttura alberghiera, seguito da una settimana di monitoraggio sanitario presso la propria abitazione (il periodo e le condizioni della quarantena e del monitoraggio possono cambiare in base alla città di destinazione finale).
Tuttavia, in questi giorni si comincia a vedere una luce in fondo al tunnel: Gao Fu, capo del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha dichiarato che la Cina potrebbe riaprire i suoi confini dopo aver vaccinato almeno l’85% della sua popolazione entro l’inizio del 2022

Fonte: elaborazioni a cura di IC&Partners Asia,  news@icpartners.it – riproduzione riservata

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