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Dazi USA, tregua con la Cina ma tensioni con l’Europa – IC & Partners
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Dazi USA, tregua con la Cina ma tensioni con l’Europa

Si firma oggi 15 gennaio a Washington la fase 1 dell’intesa commerciale con Pechino che pone fine ad una spirale iniziata nel 2018

Era l’8 marzo 2018 quando Donald Trump annunciò l’introduzione di tariffe del 10% sulle importazioni di alluminio e del 25% sull’acciaio da diversi Paesi nel tentativo di ridurre l’enorme deficit commerciale degli Stati Uniti, che l’anno prima aveva raggiunto 566 miliardi di dollari, di cui circa il 66% con la Cina, il più grande produttore mondiale di acciaio e alluminio. Da lì in avanti è stato un susseguirsi di nuovi giri di vite e tentativi di conciliazione, fino ad arrivare a settembre scorso quando gli USA avrebbero dovuto far scattare un aumento automatico delle tariffe ed invece annunciarono uno slittamento delle stesse in quanto i costi di tale guerra si sono scaricati principalmente sui consumatori americani.

Fin da subito questo gesto è stato interpretato come una forma di premialità verso l’economia asiatica, che infatti ha acconsentito all’acquisto di prodotti agricoli statunitensi per 40-50 miliardi di dollari. Un momento di nuova tensione c’è stato quando gli USA hanno approvato un pacchetto di norme a favore dei manifestanti di Hong Kong, ma fortunatamente il percorso sul fronte commerciale non è deragliato e a metà dicembre è stata lanciata la fase 1 dell’intesa. Trump ha confermato la sospensione dei dazi al 15% su quasi 160 miliardi di dollari di prodotti made in China, a cui Pechino avrebbe risposto con tariffe su 3.300 prodotti statunitensi.

Tensioni invece restano sul fronte europeo. Ed i dazi introdotti da Washington nello scorso anno preoccupano anche i produttori italiani, seppur hanno colpito più duramente l’agroalimentare di Francia e Spagna. Infatti lo scorso 12 dicembre, è stato pubblicato il nuovo elenco di prodotti europei su cui Washington potrebbe introdurre tasse fino al 100% e quella lista contiene di nuovo vino, olio, formaggi e pasta italiani.

Una decisione è attesa nel giro di una settimana.

Fonte: La Repubblica, elaborazioni a cura di IC&Partners, info@icpartners.it

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