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Cina, Coronavirus: fine dell’emergenza – IC & Partners
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Cina, Coronavirus: fine dell’emergenza

La Cina è riuscita in tempi relativamente rapidi a sconfiggere l’epidemia da Covid-19, passando dalla drammatica situazione di fine gennaio alla quella odierna che vede la quasi totalità della popolazione ritornata ad una vita normale, pur mantenendo attive alcune misure di prevenzione che condizionano in misura minima la quotidianità e l’attività lavorativa. Questo risultato è legato non solo alle draconiane misure di contenimento del virus varate dalle autorità locali ma anche al forte impegno del popolo cinese nell’intraprendere un’azione collettiva contro il virus.

Alcune misure adottate dal governo italiano in questi giorni sono simili ai principali provvedimenti varati dalla Cina nel periodo più critico dell’epidemia per ridurre la trasmissione del contagio (alcuni di questi provvedimenti oggi non sono più in vigore, a seguito del superamento dell’emergenza): interruzione delle attività lavorative (seguito da un periodo di notevole utilizzo del lavoro da casa), obbligo di soggiorno domiciliare, chiusura di scuole, università, musei, centri sportivi, forti limitazioni negli spostamenti tra le diverse province e isolamento delle città con i principali focolai epidemici.

L’Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto che una delle misure più efficaci per il contenimento dell’epidemia in Cina è stata la fortissima sorveglianza proattiva per identificare i possibili casi sospetti: controlli diffusi sul territorio, moltissimi tamponi, isolamenti immediati, imposizione della quarantena alle persone che aveva avuto contatti con le persone risultate positive al Covid-19.

Per realizzare un sistema di forte monitoraggio e isolare le persone a rischio, le autorità cinesi hanno fatto ampio uso di intelligenza artificiale, big data e tecnologie evolute come il riconoscimento facciale. Ancora oggi, chi vuole accedere in luoghi pubblici deve mostrare un QR Code (rilasciato da un’applicazione sul proprio cellulare) che ha un diverso colore a seconda del grado di rischio: sulla base dei luoghi visitati, delle informazioni personali e dei big data relativi all’epidemia, ad ognuno viene assegnato un QR Code verde (che segnala l’assenza di rischi) oppure un QR Code  giallo (che indica un rischio moderato e può comportare un breve periodo di isolamento) o un QR Code  rosso (rivelatore di un rischio elevato, con conseguente obbligo di trascorrere quindici giorni in quarantena).

Oggi, viene mantenuto un sistema di monitoraggio del territorio che vede la presenza di numerosi check-point per verificare l’identità e la temperatura corporea di ogni individuo: le amministrazioni dei condomini (sia residenziali che adibiti ad uffici), i centri commerciali, i ristoranti ed, in generale, tutti coloro che gestiscono un’area aperta al pubblico hanno la responsabilità di effettuare il rilevamento della temperatura sulle persone che accedono agli ambienti di loro competenza.

Dopo aver azzerato i nuovi casi di Coronavirus sul fronte interno, ora le autorità cinesi cercano di arginare il più possibile i contagi di ritorno.
Con un provvedimento che entra in vigore da sabato 28 Marzo, la Cina ha deciso di bloccare l’ingresso agli stranieri (sia pure in possesso di visto e di permesso di soggiorno in corso di validità) al fine di ridurre il rischio di nuovi casi di contagio importati da altri Paesi. Il Ministero degli Affari Esteri cinese precisa che si tratta di una misura provvisoria che la Cina si vede obbligata a prendere per far fronte all’epidemia. Sono esentati dalla sospensione i titolari di passaporto diplomatico, come pure ‘tutti i cittadini stranieri che vengono in Cina per attività economiche, commerciali, scientifiche e tecnologiche necessarie o per necessità umanitarie” che potranno continuare a chiedere il visto alle ambasciate o ai consolati cinesi. Le autorità cinesi non hanno precisato la durata della sospensione, limitandosi ad indicare che le restrizioni resteranno in vigore “in funzione della situazione epidemica”. Inoltre, da domenica 29 Marzo i voli internazionali saranno drasticamente ridotti: le compagnie aeree cinesi potranno fare un solo volo settimanale di collegamento dalla Cina verso un altro Paese e le compagnie straniere potranno mantenere un solo collegamento verso la Cina per settimana.

La fine dell’emergenza sanitaria ha favorito una rapida ripresa delle attività per quasi tutte le aziende (dopo un periodo di chiusura che si è protratto da fine gennaio e metà febbraio); oggi la “fabbrica del mondo” è tornata ad essere pienamente operativa anche se la strada della ripresa si prospetta in salita perché negativamente condizionata dalla crisi in atto nelle principali economie del mondo a causa della pandemia.

Per favorire la ripresa, il governo centrale e le amministrazioni locali hanno adottato misure di sostegno per le piccole e medie imprese quali sussidi, sgravi contributivi, rimborso dei premi assicurativi contro la disoccupazione, posticipo dei termini per il pagamento delle imposte, esenzione o riduzione dei canoni di locazione degli immobili (se di proprietà statale), accordi con le banche per un incremento dei prestiti per le PMI, la riduzione dei costi di finanziamento, la possibilità di prorogare i termini per il rimborso dei prestiti.

Sul fronte dei consumi, le autorità locali (in collaborazione con le principali aziende) stanno cercando di stimolare gli acquisti fornendo ai cittadini voucher e coupon in modo da incrementare la domanda interna dopo il crollo registrato nei primi due mesi dell’anno (l’Ufficio Nazionale di Statistica ha rilevato un calo dei consumi pari al 20,5% rispetto a Gennaio-Febbraio 2019).

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Fonte: IC&Partners Shanghai, news@icpartners.it

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