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Cina exit strategy: la Thailandia una possibile meta – IC & Partners
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Cina exit strategy: la Thailandia una possibile meta

L’intensificarsi della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sta creando gravi problemi alle imprese dipendenti dalle esportazioni statunitensi. C’è attualmente l’urgente necessità di trovare alternative alla Cina per trasferire impianti produttivi. La soluzione sembrerebbe il Sud Est Asiatico. Ma dove esattamente?

La Thailandia sembra essere molto  affidabile di fronte alle autorità americane ed è stata storicamente uno dei principali alleati d’America in Asia, specialmente dopo la seconda guerra mondiale. Inoltre, grazie alla sua posizione geografica, alle infrastrutture avanzate e al settore industriale sviluppato, la Thailandia sembra essere il luogo ottimale in cui investire. Le aziende straniere si stanno già schierando nei parchi industriali thailandesi, i quali affermano di aver avuto un incremento di richieste del 50% su base annua dalla dichiarazione di guerra tariffaria avviata da Trump.

Secondo CBRE, un consulente immobiliare internazionale, in Thailandia la Cina potrebbe prendere il posto del Giappone, che è stata la più grande fonte di investimenti nel Paese dalla fine degli anni ’80. Lo scorso anno gli IDE totali in Thailandia sono ammontati a 235 miliardi di dollari, con il Giappone che ha contribuito con 86,6 miliardi di dollari e la Cina con 4,9 miliardi di dollari, quindi c’è ancora molta strada da fare prima che gli investimenti cinesi superino il Giappone; tuttavia, nello stesso periodo anche gli investimenti da Hong Kong sono raddoppiati (da 8 a 16 miliardi di dollari), rendendo più impressionante la crescita degli investimenti nella regione.

Per quanto riguarda lo sviluppo industriale del Paese, vale la pena ricordare che il governo sta attuando un piano ambizioso noto anche come corridoio economico orientale:

  • Per migliorare la connettività via mare: sta espandendo il porto di Laem Chabang – già il più grande del paese – con l’obiettivo di trasformarlo in un hub marittimo del sud-est asiatico.
  • Per migliorare la connettività aerea: sta espandendo l’aeroporto di U-Tapao nella provincia di Rayong. Con l’apertura di un secondo terminal passeggeri e di una pista, la capacità passeggeri dell’aeroporto U-Tapao passerà dalle attuali 800.000 persone a 3 milioni. L’espansione non solo faciliterà un aumento degli arrivi di turisti – attratti dalle spiagge orientali della Thailandia – ma trasformerà anche U-Tapao in un hub per la manutenzione, la riparazione e la revisione dell’aviazione, il trasporto aereo e la logistica. Infine, la connettività su strada migliorerà con lo sviluppo di ferrovie a doppio binario ad alta velocità che collegano porti, aeroporti, distretti industriali e grandi centri urbani in tutta la Thailandia.

Nell’ambito della visione più ampia della Thailandia 4.0, la strategia di sviluppo del governo punta a sviluppare cinque settori esistenti e a raggiungere ulteriori cinque nuovi settori. In questo modo il governo spera di attrarre le industrie straniere attraverso esenzioni fiscali senza limite per 13 anni nel migliore dei casi, oltre ad altri benefici.

 I primi cinque settori sono: automotive di nuova generazione, elettronica intelligente, turismo medico e benessere benestante, agricoltura e biotecnologie e innovazione alimentare; mentre i successivi cinque settori che il governo intende istituire comprendono industria, robotica, aerospaziale, logistica e aeronautica, biocarburanti e servizi biochimici e medici e assistenza sanitaria.

Con questa nuova manovra la Thailandia spera di sviluppare le sue province orientali di Chonburi, Rayong e Chachoengsao in una zona economica principale dell’ASEAN che si estende su un’area combinata di 13.285 chilometri quadrati.

I vantaggi per gli investitori stranieri saranno:

  • il diritto di locazione di terreni fino a 50 anni per lo sviluppo residenziale e fino a 99 anni per le aree commerciali e industriali (50 anni inizialmente e 49 anni in uno – rinnovo temporale),
  • esenzione dalle restrizioni alla proprietà terriera straniera per progetti promossi dal Board of Investment (BOI),
  • il diritto di assumere lavoratori stranieri con determinate professioni o conoscenze,
  • valutazione di impatto ambientale (VIA) accelerata, un servizio di arresto per facilitare gli investimenti in l’area,
  • agevolazione del rilascio di permessi e visti di lavoro,
  • rilascio di un visto commerciale quinquennale,
  • infine, un’opportunità di partenariato pubblico-privato (PPP) per gli investimenti.

Inoltre, il governo tailandese sta approfittando di questo slancio creando un pacchetto interessante per incentivare gli investitori a trasferire la loro produzione in Thailandia: Duangjai Asawachintachit, segretario generale del Board of Investment, ha dichiarato che i progetti che hanno presentato domande di investimento al BOI entro il 2020 può godere di ulteriori privilegi con una riduzione del 50% dell’imposta sul reddito delle società per 5 anni.

In conclusione, questo è sicuramente un momento favorevole per investire nella terra dei sorrisi e MDA Consulting, in collaborazione con IC&Partners Asia è pronta ad assistervi durante l’intero processo. MDA è una società di consulenza boutique con sede a Bangkok, con una forte esperienza nell’ottenimento di licenze governative, studi di fattibilità, partenariati strategici e costituzione di persone giuridiche.

Per maggiori informazioni in materia e per ricevere assistenza in Thailandia compilare il seguente form.

Fonte: elaborazione e redazione a cura di MDA Consulting in collaborazione con IC&Partners Asia

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