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Ungheria, Coronavirus: aggiornamenti dalla nostra sede – IC&Partners
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Ungheria, Coronavirus: aggiornamenti dalla nostra sede

Lockdown „light” introdotto dal 11 novembre: la salita della curva dei contagi non si ferma, gli ospedali sono in affanno, e per la seconda volta in dieci giorni il governo é intervenuto con le seguenti restrizioni:

  • coprifuoco dalle ore 20 alle ore 05
  • chiusura di ristoranti bar caffe, con possibilitá di consegna a domicilio
  • chiusura dei negozi alle ore 19.00 al piú tardi
  • chiusura di teatri, cinema, palestre, piscine
  • svolgimento a porte chiuse di eventi sportivi professionistici, divieto di svolgimento di eventi sportivi amatoriali
  • alberghi aperti solo per i viaggi d’affari, non per turismo
  • lezioni a distanza per le scuole superiori
  • divieto di manifestazioni pubbliche
  • agli eventi familiari possono partecipare al massimo dieci persone.
  • obbligo di mascherina in tutti i luoghi pubblici

Lo stato di emergenza é stato ripristinato dal Parlamento a partire dal 10 novembre, per 90 giorni.

I nuovi casi di positivitá rilevati giornalmente sono circa 5.000, quadruplicati nel giro di un mese e raddoppiati nel giro di dieci giorni. Anche le ospedalizzazioni sono in aumento, attualmente circa 6.200 con 460 malati che necessitano di respiratori. Rispetto alla primavera, quando la diffusione del virus era concentrato a Budapest e in poche grandi cittá, la ’seconda ondata’ colpisce ovunque.

Rimangono in vigore i limiti all’ingresso nel paese, introdotti il 1 settembre e invariati almeno fino al 1 dicembre.

Possono entrare senza limitazioni e senza quarantena:

  • i cittadini ungheresi e ai cittadini stranieri con permesso di residenza permanente
  • i transfrontalieri che risiedono entro 30 Km dal confine;
  • i cittadini ungheresi che rientrano da un viaggio d’affari;
  • i cittadini non residenti che entrano per motivi di lavoro (amministratori di societá ungheresi, oppure muniti di invito da parte di societá ungherese);
  • i cittadini non residenti che attraversano il Paese utilizzando i „corridori umanitari” indicati sul sito della Polizia, senza possibilitá di deroghe e deviazioni e con l’obbligo di lasciare il Paese entro 24 ore dall’ingresso

In tutti gli altri casi, compreso anche i motivi di lavoro non siano documentati e chiari, é necessario sottoporsi a quarantena di 10 giorni oppure fare due test PCR negativi. Il primo puó essere fatto nei paesi Schengen, in USA o in Canada e il referto é in lingua inglese o ungherese. i cittadini non residenti possono entrare  nel Paese se sottoposti a quarantena. Quest’ultima puó essere evitata facendo due test PCR con risultato negativo in Ungheria a distanza di 48 ore; il primo dei due test PCR puó essere fatto  nei paesi Schengen, in USA o in Canada e il referto é in lingua inglese o ungherese.

Il prezzo per il test PCR é stato fissato d’ufficio, dal 1 ottobre a 19.500 HUF (56 euro), per coloro che lo richiedono volontariamente.

I provvedimenti economici adottati dal Governo ungherese sono stati i seguenti:

  • moratoria del pagamento dei mutui e prestiti per persone fisiche e persone giuridiche fino al 31.12.2020; la moratoria é ulteriormente prorogata fino al 30.06.2021 per famiglie con figli, per pensionati, disoccupati e dipendenti pubblici;
  • le persone giuridiche possono richiedere la proroga della moratoria fino al 30.06.2021 se dimostrano che i ricavi sono diminuiti di piú del 25% rispetto all’anno precedente.
  • estensione automatica dei permessi di maternità GYRES e GYED
  • modifiche alla Legge sul Lavoro per consentire deroghe che consentano lo svolgimento del lavoro da casa, ove possibile, e permettano maggiori controlli sanitari sui dipendenti
  • imposta straordinaria sul fatturato del grandi gruppi economici, attivi nel commercio al dettaglio, abbigliamento, mobili, elettrodomestici, compreso e-commerce, pari allo 0,1% per fatturato tra 1,4 e 86 milioni di euro, 0,4 % tra 86 e 285 milioni di euro e 2,5% oltre 285 milioni di euro; l’imposta versata di tramuterá i prossimi esercizi in un credito d’imposta;
  • istituzione di un fondo statale per il sostengo delle imprese in difficoltá, che prevede l’ingresso temporaneo nel capitale di aziende che possono garantire un ritorno dell’investimento.
  • rimborso dell’80% delle prenotazioni alberghiere per il periodo 11 novembre- 10 dicembre.
  • esenzione dall’obbligo di versamento dei contributi per i dipendenti del settore alberghiero fino al 10 dicembre
  • sempre fino al 10 dicembre, la metá dello stipendio netto dei dipendenti del settore alberghiero e ristorazione verrá pagato dallo Stato

Una prima stima degli effetti economici della pandemia prevede un calo del PIL su base annua del 9,5%. Il calo del II trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019 é stato del 13,6%. Nel I semestre 2020 rispetto ad un anno prima la contrazione é stata del 6,1%. Il settore del turismo in senso lato (alberghi, ristoranti, retail di marche di lusso) sta riscontrando grosse difficoltá vista la ridotta presenza di turisti stranieri, compensata con la maggior presenza di nazionali, soprattutto nell’area del Lago Balaton. Viene stimato che a fine 2020 una impresa su 10 non riaprirá o chiuderá la propria attivitá.

 

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Fonte: IC&Partners Budapest, news@icpartners.it

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